martedì 7 aprile 2009

Quando etica e morale non contano più: la notizia a ogni costo.

Stavo guardando Matrix. Dapprima con attenzione, per capire, per sapere cosa succede quando un dramma di questa portata disturba la vita di migliaia di persone. E poi mi sono resa conto di una cosa: una giornalista girava tra le macchine dove riposavano gli sfollati. Ma la cosa più orribile è stata vedere come l’etica non esista nel mentre in cui, pur di far notizia, si costringe una persona a commentare l’”incommentabile”. E precisamente la frase che mi ha letteralmente gettato nello sconforto etico è stata: “perché siete in macchina?”.

Cara giornalista, perché sono in macchina secondo te?

Opzione 1: Forse avevano voglia di fare una passeggiata.

Opzione 2: Il campeggio anticipato è una loro aspirazione, e visti i primi caldi ne stanno approfittando.

Opzione 3: queste persone hanno appena vissuto il dramma peggiore della loro vita; hanno perso tutto; chi non ha perso tutto, non sa quando e come potrà tornare nella sua casa. Ah si brava, hai proprio capito: ecco perché dormono in macchina!

Ed ecco l’ovvietà che offende l’etica, la morale. Offende l’intelligenza e la sensibilità di chi ascolta.

Punto.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Carissima Raffaella, non mi stupisco affatto, anzi ti riporto una situazione che ha ancora più dell'incredibile. A "Porta a Porta" una giornalista ha intervistato un padre e una figlia scampati al terremoto nel paesino di Onna. Premetto che queste persone avevano scavato per tutta la notte e tutta la giornata di ieri nella vana speranza di tirare fuori dalle macerie il figlio/fratello di 21 anni, purtroppo trovato morto accanto alla nonna. Inoltre queste persone erano in attesa di soccorsi e a mezzanotte ancora non sapevano neppure dove andare a dormire. Io credo che già portare in televisione gente disperata e sconvolta sia qualcosa di deplorevole. Ma non finisce qui, infatti alla fine dell'intervista la giornalista ha pure il coraggio di chiedere agli intervistati di dare ai telespettatori "un lume di speranza". Giustamente la ragazza ha risposto: "Siete voi a doverci dare speranza e siete voi a non doverci abbandonare in questo momento in cui non abbiamo più niente".
Con questo credo di aver alimentato il problema che, giustamente, tu hai messo in evidenza. E non credo ci sia bisogno di ulteriori commenti perchè l'accaduto si commenta da solo.

*Raffaella* ha detto...

Sono assolutamente sconvolta da questo tipo di informazione. Informare non vuol dire sfruttare le disgrazie altrui per un punto di share. Sono quelle cose che proprio mi fanno cascare le braccia. Ma al di là di questo, come stai?